Anno B – 3 Novembre 2024
Dt 6,2-6 – Sal 17 (18) – Eb 7,23-28 – Mc 12,28b-34
L’avvicinarsi dello scriba a Gesù è successivo a quello di altri uomini. L’evangelista Marco adopera il verbo prosérchomai che alla lettera potrebbe anche venire tradotto con approcciarsi, farsi vicino… in una rappresentazione a cui, le letture domenicali, ultimamente, ci hanno abituato. A Gesù si sono avvicinati i farisei, due dei suoi discepoli, Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo, ancor prima si erano avvicinati altri suoi discepoli chiedendogli di rinunciare alla cura di una folla affamata, da ultimo si avvicinerà anche Giuda per consegnarlo, baciandolo, alle guardie del sinedrio. E dunque, una lettura adulta di questa pericope, sembra obbligarci alla domanda del perché dei nostri personalissimi motivi di avvicinamento a Gesù.
Intatto rimane il mistero del perché Gesù, al commento dello scriba, risponda con la frase “Non sei lontano dal Regno dei cieli” forse, una frase soltanto apparentemente sibillina, perché ciascuno di noi, intimamente e di nuovo, possa interrogarsi sulla sua lontananza o vicinanza al Regno…